Non avrà ottenuto il successo del Piratpartiet svedese e nemmeno è riuscito a ottenere un seggio nel Bundestag (non ha superato lo sbarramento del 5%), ma il Partito Pirata tedesco può ufficialmente definirsi il primo dei grandi esclusi.
Il 2,1%, per una formazione recente e "particolare" come il Piratenpartei, è sicuramente un risultato da festeggiare; le cifre diventano ancora più significative se si guardano solamente i neo-elettori maschi, che l'hanno scelto nel 13% dei casi.
"Questa elezione ha mostrato che gli argomenti che portiamo avanti sono importanti e che avremo più successo in futuro" ha dichiarato il leader del partito Jens Seipenbusch.
L'equivalente italiano, il Partito Pirata, si congratula con i colleghi tedeschi per la vittoria affermando sul proprio sito che "non si tratta di goliardia ma di voglia di cambiamento, di consapevolezza che, al di là di un nome volutamente provocatorio, le richieste, comuni a tutti i partiti pirata, sono più che lecite e fondamentali per uno sviluppo sociale equo, libero e democratico".

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